Ernia iatale: Definizione, cause e rimedi osteopatici

COS’E’ L’ERNIA IATALE:DEFINIZIONE

In medicina si parla di ernia ogni qualvolta un organo o un tessuto fuoriesce dalla cavità corporea che
dovrebbe ospitarlo. Nel caso dell’ernia iatale, una parte dello stomaco fuoriesce dall’addome e risale
all’interno del torace. L’ernia iatale può essere classificata in tre principali forme: ernia da scivolamento, da
rotazione e mista.

In questo articolo parleremo di quella più frequente che risulta essere l’ernia da scivolamento, in cui la parte
di stomaco che risale nel torace è quella di passaggio tra l’esofago e lo stomaco stesso; questa regione è chiamata giunzione gastro-esofagea o cardias. tale giunzione ha il compito di evitare la risalita dei contenuti
gastrici a livello dell’esofago e come facilmente intuibile, se il cardias perde la sua normale posizione anatomica, avrà difficoltà nello svolgere il suo compito, portando il soggetto ad avvertire uno dei disturbi tipici dell’ernia iatale cioè il reflusso gastroesofageo.

CAUSE DELL’ERNIA ITATALE:

Questa patologia è associata spesso all’avanzare dell’età a causa del normale deterioramento dell’organo
stesso che perderà di elasticità. Può essere anche data da un problema di tipo congenito, cioè presente
dalla nascita; oppure può insorgere a seguito di aumento di pressioni addominali, come nella donna in
gravidanza o nei soggetti sovrappeso.

L’OSTEOPATIA PUO’ ESSERE UTILE NEL TRATTAMENTO DELL’ERNIA IATALE?

In osteopatia vi sono diverse tecniche volte al trattamento dei visceri e quindi anche alle problematiche
relative all’ernia iatale. Infatti, questa patologia può essere la manifestazione di un disequilibrio a livello
delle strutture di supporto della valvola cardias, e può portare a tensioni che andranno a generare
sensazioni sgradevoli come bruciore, dolore retrosternale, alitosi e reflusso.
L’osteopata, nella sua routine lavorativa, va a migliorare la funzionalità del tessuto gestendo le tensioni
fasciali e muscolari delle strutture circostanti la valvola attraverso diverse tecniche. Mostriamo
nell’immagine la più frequentemente utilizzata nel trattamento dell’ernia iatale.

L’osteopatia è quindi molto utile perché è volta al ripristino delle
corrette funzioni del nostro corpo, rispettando il dolore del paziente e
migliorando il funzionamento dei tessuti circostanti cardias,
permettendo al soggetto di trascorrere periodi sempre più lunghi in
assenza di sintomi, migliorandone nettamente la qualità della vita.

In questo articolo abbiamo trattato l’ernia iatale dal punto di vista osteopatico, è importante che in
presenza di sintomi il paziente si rivolga al medico specialista per informazioni riguardanti il recupero delle
funzionalità perse.

SIAMO VERAMENTE TUTTI COLLEGATI NEL NOSTRO CORPO?

Concetto cardine dell’osteopatia è ciò che viene chiamato fascia.

Esiste, all’interno del corpo umano, una continuità diretta tra la base del cranio, il diaframma e la parte inferiore del corpo. Questa continuità è regolata dalla fascia. 

attraverso questo concetto è possibile rispondere alla domanda che molti pazienti pongono: siamo tutti collegati?

Come è fatta la fascia?

La fascia è un tessuto di tipo connettivo che fuoriesce dalla base del cranio, percorre la zona cervicale fino ad arrivare al torace, avvolgendo il cuore, e connettendosi con il diaframma. Da qui avvolge la parte addominale per proseguire verso gli arti inferiori.

Siamo veramente tutti collegati?

Visto che la fascia avvolge tutto il nostro corpo, si può evincere come la posizione della testa, il nostro respiro, i movimenti del collo, possano influenzare strutture che, a prima vista, sono lontane e non collegate tra loro.

 

Se dovessimo dare un’immagine di cos’è la fascia, diremmo che è una sorta di guaina che avvolge, in vari strati (superficiali e profondi), tutto il nostro corpo, come si vede nell’immagine (sono le tre sezioni in azzurro). 

 

Che funzioni ha la fascia?

Come possibile immaginare, la fascia ha molte proprietà, tra le quali possiamo indicare: funzione di sostegno, di nutrizione e difesa contro attacchi dannosi per il nostro organismo.

Questa struttura così importante può subire delle disfunzioni che possono dipendere da vari fattori, quali: tensioni ripetute o movimenti anomali, perdita di elasticità della fascia stessa, depositi calcifici che provocano dolore, difficoltà di circolazione sanguigna e linfatica, artrosi.

Come si trattano le disfunzioni fasciali: differenza tra tender point e trigger point

Diverse sono le tecniche a nostra disposizione per poter riportare benessere nel nostro organismo. Tra le tecniche possiamo citare il trattamento manuale di tender e trigger point.

I tender point sono delle disfunzioni a carico dell’apparato muscolare. Sono dei punti di dolorabilità che vengono evocati attraverso la palpazione del terapista. Se non tempestivamente trattati, questi tender possono diventare dei punti trigger. I trigger possiamo immaginarli come dei “nodi” muscolari che determinano una sensazione dolorosa che irradiano in un’altra area del corpo anche se non stimolati manualmente. Attraverso la manipolazione manuale da parte del terapista è possibile ridurre la sintomatologia dolorosa e riportare benessere alla persona.